villa con piscina ampio giardino autorimessa quadrupla

Via Trento, 24040 Stezzano BG, Italia
Vendita 670.000,00€ - VILLA
C1223 4 Camere da letto 3 Bagni 4 Garage

villa con piscina ampio giardino autorimessa quadrupla

CON AMPIO GIARDINO DI MQ. 750 PIANTUMATO E BEN CURATO, ABITAZIONE COSI’ COMPOSTA:

PIANO TERRA MQ. 142, GRANDE SALA CON SCALA A VISTA E SPAZIO PER EVENTUALE ASCENSORE, CUCINA CON AMPIO TINELLO – PRANZO, SALA TELEVISIONE, STUDIO, BAGNO;

PIANO PRIMO MQ. 128, 4 CAMERE DA LETTO, CABINA ARMADIO, 2 BAGNI, TERRAZZO, BALCONE;

PIANO SECONDO MQ. 80, MANSARDA OPEN SPACE – LOCALE HOBBY, BAGNO;

PIANO INTERRATO MQ. 100 AUTORIMESSA PLURIMA, LAVANDERIA, LOCALE CALDAIA.

classe C ipe 93,98 kWh/mca

RIFINITA CON PAVIMENTI IN PARQUET A LISTONI E MARMO NELLA CUCINA E NEI BAGNI, SERRAMENTI ESTERNI IN LEGNO DI OTTIMO LIVELLO STILE INGLESE CON VETRI DOPPI E ANTISFONDAMENTO, SERRAMENTI INTERNI IN LEGNO MASSICCIO LACCATO BIANCO, CALDAIA SOSTITUITA NEL 2012, MUNITA DI PANNELLI SOLARI ANCHE PER RISCALDAMENTO ACQUA DELLA PISCINA, IMPIANTO ANTIFURTO, IMPIANTO DI ARIA CONDIZIONATA NELLA ZONA NOTTE, IMPIANTO CENTRALIZZATO CON DIRAMAZIONE PRESE PER ASPIRAPOLVERE, SOFISTICATA ILLUMINAZIONE DEGLI ESTERNI (C1223) classe c ipe 70,36 kWh/mqa

PREZZO APPENA RIBASSATO

p.i. luciano Caroli 335 – 68.600.17

LA STORIA

Il paese affonda le proprio radici in epoca romana, come si evince da numerosi ritrovamenti risalenti a quel periodo. Tra questi meritano una citazione la lapide dedicata all’imperatore Antonino Pio ed un’epigrafe funeraria del I secolo, custoditi nel museo archeologico di Bergamo.

Si presume quindi che in quel periodo fosse un centro di discreta importanza, situazione mantenuta anche dopo la caduta dell’impero romano. Il territorio comunale fu interessato da insediamenti degli Ostrogoti, a cui sono riconducibili alcuni suppellettili (orecchini e staffe d’oro), ritrovati nelle campagne attorno al nucleo abitativo principale e databili attorno al V secolo.

A questi succedettero i Longobardi prima, ed i Franchi poi: questi ultimi istituirono il Sacro Romano Impero, e diedero vita al sistema feudale.

Ed è a questi anni che risale il primo documento scritto che attesta l’esistenza del toponimo: nell’805 vengono infatti menzionati alcuni abitanti del borgo di Stegiano.

Il territorio venne quindi dato in gestione alla diocesi di Bergamo, che a sua volta lo affidò ai canonici di san Vincenzo, come riportato in un atto del 915.

I secoli successivi videro numerosi scontri nell’intera bergamasca tra le fazioni guelfa e ghibellina, e Stezzano non fu da meno.

A tal riguardo gli abitanti decisero la costruzione di un edificio fortificato, che assunse le dimensioni di un vero e proprio maniero, di cui era proprietaria gran parte della cittadinanza, ognuno con piccole quote.

Edificato nel 1084 in prossimità di un’intersezione di vie commerciali, presentava un fossato ed una torre di avvistamento.

Nel frattempo nel paese andava acquisendo sempre maggior prestigio la famiglia ghibellina dei Suardi, che si trovava in stretti rapporti con i canonici di San Vincenzo. Questa diede impulso allo sviluppo del borgo favorendo le coltivazioni dei propri terreni posti a margine dell’abitato, anche grazie alla costruzione di alcuni canali irrigui derivati dal fiume Serio.

Nel 1312 il paese di Stezzano, che comprendeva nei propri confini anche i nuclei di Guzzanica, Grumello del Piano e Sabbio, venne attaccato ed occupato della famiglia Colleoni, un tempo alleata ed ora nemica dei Suardi.

La situazione andò sempre più degenerando: all’iniziale ripristino della giurisdizione dei Suardi, che costruirono un altro castello difensivo con tanto di torre all’interno del centro abitato, corrisposero numerose scorrerie di eserciti con annessi saccheggi ed uccisioni.

L’apice venne raggiunto nel 1407 quando le truppe guidate da Pandolfo Malatesta irruppero nel centro abitato incendiando numerose abitazioni della famiglia Suardi ed uccidendo alcuni abitanti di fazione ghibellina.

La situazione ritornò alla normalità nel 1433 quando gran parte della provincia bergamasca, e con essa Stezzano, entrò a fare parte della Repubblica di Venezia. Questa pose fine sia alle lotte di fazione, sia al potere della famiglia Suardi che, apertamente schierata con il Ducato di Milano, oppositore della Serenissima, venne spogliata di gran parte dei suoi possedimenti nel paese, confiscati a favore della famiglia dei Rivola.

La dominazione veneta si caratterizzò per un notevole sviluppo dell’economia rurale, favorita da numerosi decreti e leggi speciali, nonché per i numerosi edifici signorili che cominciarono a costellare il territorio comunale, sedi delle principali famiglie della nobiltà locale.

Le successive dominazioni riguardarono soltanto marginalmente il paese di Stezzano, che seguì il destino politico della città di Bergamo, passando alla repubblica Cisalpina nel 1797, al Regno Lombardo-Veneto nel 1815 ed infine al neonato regno d’Italia nel 1859.

 

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