magazzino con ufficio e accesso carrale per furgoni zona celadina

Genova Italy
Affitto 12.000,00€ 1000 - Commerciale, magazzino
C1805 230 1 Bagno

magazzino con ufficio e accesso carrale per furgoni zona celadina

MAGAZZINO MQ. 230 CON 5 CELLE FRIGORIFERE, UFFICIO, BAGNO, COMPLETO DI IMPIANTI ELETTRICO, ILLUMINAZIONE E RISCALDAMENTO, ALTEZZA METRI 4,50, PORTONE D’INGRESSO DI METRI 3,50 DI LARGHEZZA PER 4,00 METRI DI ALTEZZA, UN ACCESSO PEDONALE, LIBERO MAGGIO 2018 (Rif. C1805) ACE classe G ipe 70,85 kWh/mca

POSIZIONATO IN PALAZZO DI 4 PIANI, SPESE CONDOMINIALI ANNUE EURO 700,00 COMPRESO RISCALDAMENTO

p.i. Luciano Caroli 335 – 68.600.17

LA STORIA

Età romana

Il paese ha origini remote, che si spingono fino al periodo dell’impero romano, del quale sono state rinvenute numerose tombe e sepolture umane. Di tale periodo è il ponte sul fiume Serio, che collega Gorle con Scanzorosciate, chiamato Ponte Marzio il nome deriva dal quarto re di Roma Anco Marzio, tuttavia il ponte attualmente transitabile al traffico è però un rifacimento del precedente, di cui resistono le fondamenta.

Età medievale e rinascimentale

Riguardo ad epoche successive si fa menzione della presenza su questo territorio, di un accampamento (Castrum) e di un’importante villa, elementi che confermano l’importanza del luogo, al punto che persino il vescovo di Bergamo aveva vasti possedimenti terrieri nella zona.

Il primo documento scritto che attesta l’esistenza del nucleo abitativo di Gorle, risale all’anno 879.

In epoca medievale il paese vide la costruzione di numerosi edifici, tra cui un castello. L’edificio risale circa all’XI secolo, quando venne edificato come fortificazione collettiva, opera di più possidenti del posto. In seguito passò nelle mani dei vescovi, che vi collocarono una delle loro residenze. La testimonianza del capitano della Serenissima, Giovanni da Lezze, in una relazione al senato veneto, ci restituisce una sintetica descrizione del castello vescovile di Gorle come si presentava nel 1596. Nel corso del XVI secolo un’ala del castello fu ricostruita ad opera del vescovo Gerolamo Regazzoni, che vi fece edificare una villa di notevole interesse ultimata nel 1588, nei sotterranei della quale sono state rinvenute alcune tombe di epoca romana. A seguito delle confische napoleoniche la villa e i poderi vescovili furono acquistati dalla famiglia Zavaritt, ricchi commercianti di seta provenienti dalla Svizzera, che ancora la possiedono. Notevole è il giardino terrazzato verso il fiume Serio. Del castello medioevale si conservano ancora gran parte delle murature originarie e l’antico palazzetto di residenza dei vescovi. Molti antichi stemmi vescovili già collocati nel castello furono riutilizzati nel corso dell’Ottocento per decorare una vicina torre passeraia ristrutturata in stile romantico come arredo di giardino della distrutta villa Calepio-Terzi.

Nell’abitato è visibile una torre che, collocata in bella vista al centro della viabilità attuale, era inserita nel contesto difensivo tardo-medievale.

 

Caratteristiche

Altre Proprietà

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