Sulle colline di Ranica immerso verde indisturbato e soleggiatissimo appartamento trilocale con garage e terrazzo vivibile

RANICA
Vendita 180.000,00€ - Appartamento
C1702 2 Camere da letto 1 Bagno 1 Garage

Sulle colline di Ranica immerso verde indisturbato e soleggiatissimo appartamento trilocale con garage e terrazzo vivibile

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LA STORIA

La Repubblica di Venezia

Il nuovo secolo iniziò con le dispute per il controllo della zona tra Ducato di Milano e Repubblica di Venezia, con il paese decisamente schierato dalla parte dei veneti. La situazione si definì nel 1428, quando la Serenissima ebbe il sopravvento. Questa decise di eliminare tutte le fortificazioni, con le torri che furono utilizzate come abitazioni, dando il via ad un periodo di tranquillità in cui l’intera zona riprese a prosperare, anche grazie alla diminuzione della pressione fiscale ed alla maggiore autonomia. Si svilupparono ulteriormente i commerci e vi fu nuovo impulso per l’agricoltura, l’allevamento e la produzione ed il commercio della lana, situazione che favorì lo sviluppo della piccola imprenditoria tessile.

Nel frattempo la zona aveva acquisito discreta importanza anche a livello commerciale per via dell’esistenza di una strada, la cosiddetta via Mercatorum, che permetteva il passaggio di persone e merci dirette verso la val Brembana, in quei tempi difficilmente raggiungibile utilizzando gli impervi sentieri del fondovalle brembano. Questa strada lastricata si sviluppava dalla città di Bergamo e passando da Ranica in breve arrivava a Nembro ed Albino, da cui saliva fino all’altopiano di Selvino ed Aviatico, poi a Trafficanti (frazione di Costa Serina), ed infine a Serina.

Lo sviluppo proseguì anche nei successivi decenni, con la popolazione che, come riportato nella relazione del comandante veneto Giovanni Da Lezze, crebbe fino a raggiungere 452 unità nel 1596 e 740 della fine del XVIII secolo. Di queste, la quasi totalità svolgeva mansioni legate all’agricoltura, anche se cominciò a svilupparsi una nuova classe sociale benestante. La presenza di quest’ultima è testimoniata dalle numerose ville che sorsero sul territorio: su tutte le ville Adelasio, Lussana, Beretta, Morlacchi, Gamba e Donadoni.

Tuttavia la dominazione veneta era mal sopportata da parte della locale borghesia, tanto che qui si verificò una delle prime rimostranze contro i veneziani. Era il 1793 quando Giovanni Maria Gritti, console dell’attiguo comune di Nese organizzò, contro l’elevato prezzo delle farine, una protesta che coinvolse gli abitanti anesiati e ranichesi e che arrivò fino alle autorità della città. L’esito fu negativo, con i promotori imprigionati dal governo cittadino.

Dall’avvento di Napoleone fino ai giorni nostri

Gli stabilimenti Zopfi, con a fianco la roggia Serio, dove si svolsero gli scioperi del 1909

In ogni caso dopo soli quattro anni l’intera regione, in seguito al trattato di Campoformio, fu assoggettata alla napoleonica Repubblica Cispadana. Questa nel 1809, nell’ambito di un’ampia opera di riorganizzazione delle realtà comunali, aggregò amministrativamente Ranica alla città di Bergamo. Tuttavia nel 1816, in seguito al passaggio della zona all’austriaco Regno Lombardo-Veneto, Ranica riacquisì la propria autonomia amministrativa. In quegli anni la popolazione crebbe in modo considerevole, passando dai 651 abitanti del 1776 ai 920 del 1861, numero che continuò a crescere in modo costante.

Questo fenomeno si acutizzò ulteriormente a partire dal 1870, anno in cui Gioacchino Zopfi aprì un’azienda manifatturiera posta lungo la Roggia Serio Grande, sfruttandone la potenza idrica. Per capire l’importanza che questa ha avuto per il paese, si consideri che il simbolo di tale azienda, la ruota dentata, appare anche nello stemma comunale. Ma la Zopfi passò alla storia soprattutto per i fatti che vi accaddero nel 1909, quando in azienda iniziò una vertenza tra proprietà ed operai.

Questa vide coinvolti i lavoratori che inizialmente chiedevano la riassunzione di un loro collega, licenziato per attività sindacale, spostando poi la protesta sulle condizioni lavorative ritenute altamente precarie. Per due mesi uno sciopero bloccò la produzione aziendale, richiamando l’attenzione di autorità e stampa anche da fuori dei confini della provincia. Gli scioperanti furono aiutati nella loro iniziativa con collette effettuate nelle altre fabbriche, nei circoli sindacali, in alcuni ambienti religiosi e con l’appoggio di alcune autorità locali. Soltanto con la mediazione del sociologo Nicolò Rezzara venne ricomposta la protesta, con gli operai che videro accolte parte delle loro richieste ed ottennero il riconoscimento della loro Lega Operaia da parte dell’azienda, nonché altri piccoli miglioramenti della condizione lavorativa. Questa mediazione viene indicata come fondamentale per la creazione in terra bergamasca del sindacato cattolico conosciuto come Confederazione italiana dei lavoratori, progenitrice della CISL.

Un ulteriore impulso all’economia locale venne dall’apertura sia della ferrovia della Valle Seriana, che dal 1884 permetteva il collegamento di merci e passeggeri da Bergamo a Clusone.

Tuttavia l’inizio del XX secolo, complice la crisi del 1929 e la successiva difficoltà dell’industria tessile, vide una notevole contrazione dell’occupazione con pesanti ripercussioni sull’emigrazione. Nella seconda parte del secolo il comune fu soggetto ad un tumultuoso sviluppo urbanistico, sociale ed economico. La popolazione difatti crebbe in modo esponenziale raggiungendo numeri inimmaginabili solo qualche decennio prima: al censimento del 1901 gli abitanti erano 1573, cifra quasi raddoppiata nel 1951, mentre un solo decennio dopo avevano raggiunto quota 3259. Il vero boom avvenne nei due decenni successivi, in seguito ad un’imponente cementificazione del territorio che fece lievitare i residenti a 4018 nel 1971 ed a 5262 nel 1981, con un conseguente snaturamento del territorio, ed unificazione in un unico nucleo abitativo delle differenti contrade fino ad allora separate.

Monumenti e luoghi d’interesse

Villa Camozzi

Numerose sono le architetture civili e religiose che caratterizzano il territorio.

La più nota è senza dubbio la villa Camozzi, edificata in stile neoclassico tra il 1810 ed il 1815 dall’architetto Simone Elia. Inizialmente di proprietà della famiglia Camozzi, che vide tra i suoi componenti i patrioti Giambattista e Gabriele, verso la metà del XIX secolo fu un ritrovo di esponenti del risorgimento, tra cui anche Giuseppe Garibaldi. Dalle notevoli dimensioni, presenta una superficie coperta di 8.000 metri quadrati, suddivisa in numerose sale affrescate da artisti come Paolo Vincenzo Bonomini e la famiglia Salvatoni, con un parco pubblico, dotato di alberi secolari, vasto 60.000 metri quadrati. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1979 vi si insediò la sede dell’Istituto Mario Negri, centro di ricerca e degenza per le malattie rare.

Di notevole importanza è la villa Baldini in Viandasso che si presenta come struttura di cascina padronale, dotata di due corti interne separate, con giardino e distesi campi coltivati. Collocata nella piana alluvionale nei pressi del fiume Serio, in epoca romana fu un presidio di guardia, in quanto situata in zona strategica all’imbocco della val Seriana e presso un punto di guado sul fiume stesso. A partire dal XIII secolo fu dotata di sistema difensivo, di cui resta visibile la torre, e si trovò al centro di numerose dispute, anche sanguinose, che coinvolsero i proprietari di allora, la famiglia Tarussi. Dal XVIII secolo fu trasformata in casa di campagna, con masseria e stalle, attorno alla quale si svilupparono le colture dei cereali, della vite e della cipolla, grazie all’utilizzo della rogge (su tutte la Morlana) che passano nelle vicinanze. Nella seconda metà del XIX secolo venne acquisita dalla famiglia Baldini, che vi fece insediare anche una filanda. Attualmente la struttura, al centro di un’opera di rivalutazione, ospita un asilo nido, un’associazione di falconieri ed un percorso didattico sull’antica coltivazione di frutti.

Interessanti sono anche villa Beretta, edificata nella seconda metà del XVII secolo in località Chignola e che presenta un parco attiguo alla struttura principale arricchita con affreschi e decorazioni, e villa Adelasio. Quest’ultima, situata a fianco della vecchia strada provinciale della valle, all’incrocio con la deviazione per Viandasso, venne costruita nel XIV secolo, epoca di cui sono visibili tratti di muratura e feritoie. Dopo l’epoca medievale venne riadattata a villa di campagna, prima riducendo l’altezza della torre poi, a partire dal XVIII secolo allungando la struttura e dotandola di affreschi e decorazioni.

In centro al paese, a fianco della chiesa parrocchiale, si trova villa Morlacchi, residenza borghese risalente al XVIII secolo. Dotata di un corpo principale affrescato dal Salvatoni, con due ali perpendicolari ed un brolo, nel XX secolo venne suddivisa in numerosi appartamenti privati, tra cui anche la sede del comando dei vigili.

In posizione più elevata, in località Botta, si trova l’edificio denominato Villalta, risalente alla seconda metà del XIX secolo. Dotato di una struttura con cinquanta stanze, nelle quali vi sono affreschi del Galvani, ed un parco con giardino all’italiana, fu proprietà del patriota Giuseppe Gamba. Nel 1960 venne ceduto alle Suore Sacramentine di Bergamo che lo adibirono a casa della spiritualità.

Storicamente rilevanti sono sia il Castello, situato nel centro del nucleo abitativo, che presenta caratteristiche derivanti dalla funzione difensiva ricoperta in epoca medievale, che il vecchio mulino in località La Patta che, datato 1179, sfruttava il corso della roggia Morlana ed era di proprietà dai Canonici di Bergamo.

In ambito religioso, l’edificio principale è la chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Sette Fratelli ed a loro madre santa Felicita. Edificato in luogo di una precedente struttura risalente al 1524, della quale rimane soltanto parte del campanile, fu portata a termine nel 1801 da Simone Elia, su progetto di Giacomo Caniana, nipote del più noto Giovan Battista.

La piccola chiesa di san Roccol proprio interno sono custodite opere di grande valore, tra cui gli affreschi di Francesco Comerio ed i dipinti di Giovan Battista Moroni (il Battesimo di Cristo ed il Cristo crocifisso con santi), di Gian Paolo Cavagna (la Deposizione”), di Francesco Coghetti (Martirio dei sette fratelli martiri) e Carlo Ceresa (Madonna in coro additata da San Giovanni).

Storicamente antecedente alla parrocchiale vi è la chiesa della Madonna Addolorata, citata in documenti già nel 1334. Inizialmente sede di un Convento di Monaci benedettini Cluniacensi, dal 1489 ospitò la congregazione dei Frati Serviti, fino alla sua soppressione avvenuta nel 1660. Tra il XVIII ed il XX secolovenne sottoposto ad opera di restauro e trasformato in edificio residenziale.

Tra gli edifici religiosi, interessanti sono anche la chiesa di san Rocco, posta sulle pendici del colle di Ranica ed edificata nel XVII secolo, e quella coeva di san Dioniso, in località Viandasso.

A testimonianza dell’estrazione rurale del borgo vi sono inoltre numerose cascine, utilizzate a fini agricoli fino al secondo dopoguerra, specialmente in località Viandasso, nella piana che costeggia il fiume Serio e che accoglie il corso della roggia Morlana. Per tutelare queste realtà è stato istituito un PLIS denominato NaturalSerio, nel quale si sviluppa, in direzione nord, il tratto iniziale della ciclovia della Valle Seriana, molto utilizzata dalla popolazione nel tempo libero.

Numerosi inoltre sono gli itinerari che partono dal paese e che si sviluppano sul colle di Ranica. Il principale di questi è quello contrassegnato dal segnavia del CAI numero 532 e che si sviluppa dalla chiesa di san Rocco salendo fino alla località “Cà del latte”, per raggiungere poi i borghi di Olera e Lonno.

Vi sono quindi passeggiate alla portata di tutti, con sentieri agibili sia per pedoni che per mountain-bike. La caratteristica di alcuni di essi è data dal fatto di passare a tergo di cascine adibite ad agriturismo, dove ci si può fermare a gustare le specialità eno-gastronomiche che la zona offre.

 

 

Caratteristiche

Altre Proprietà

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